La prostatectomia robotica: tecnica

La prostatectomia robotica: tecnica

L’intervento di prostatectomia robotica viene eseguito in anestesia generale. Il paziente è in posizione supina, con le gambe leggermente divaricate e le braccia lungo i fianchi.
Dopo una piccola incisione Si pratica il pneumoperitoneo (ossia si gonfia la pancia con gas CO2 per creare lo spazio di lavoro). Si eseguono 5 piccole incisioni sull’addome attraverso le quali verranno introdotti in addome i trocars tramite i quali vengono fatti passare gli strumenti robotici e laparoscopici indispensabili per eseguire la prostatectomia robotica. Si avvicina il robot e si collegano i suoi bracci alle relative porte.
Il chirurgo operatore si pone alla consolle e l’aiuto resta a fianco del paziente.
Inizia l’intervento vero e proprio di prostatectomia robotica.
Si seziona il collo vescicale e si preparano le vescicole seminali che verranno asportate insieme al pezzo operatorio. In relazione allo stadio della malattia si deciderà se procedere o meno alla preservazione dei fasci neurovascolari deputati alla erezione e se è indicato eseguire o meno una linfoadenectomia stadiante. Si seziona l’uretra. Si lega il plesso del Santorini che è la vena che frena il sangue dalla prostata. Si effettua una anastomosi per ricongiungere la vescica all’uretra posizionando un catetere in vescica. Si colloca un drenaggio nella loggia prostatica. Si depone la prostata in un sacchetto (endobag) che viene estratto attraverso una piccola incisione. Sutura finale dell’incisione e dei punti di passaggio dei trocars. Questo è l’intervento di prostatectomia robotica.
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